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13/02/2021

Frittelle di mele Fuji o Granny Smith La Trentina

Frittelle di mele | La Trentina

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Ricetta frittelle di mele

Frittelle di mele: cosa succede quando mischi tutto il gusto e il sapore della migliore frutta trentina con la cultura gastronomica veneziana? È molto semplice: un’esplosione di gusto e tanto divertimento, anche per i più piccoli. Insomma, una ricetta perfetta per il Carnevale e non solo!

Frittelle: una storia nata in laguna

L’origine di questa leccornia sembra risalire all’antica Roma, ma i veri precursori delle nostre frittelle sono i fritoleri veneziani che preparavano ‘e fritoe con una ricetta tramandata di padre in figlio. Tra le calli, dentro a piccole baracche, le frittole venivano impastate su grandi tavole di legno, con uova, farina, uvetta e zucchero per poi essere fritte nel burro o nello strutto in grandi padelle poste su tripodi. Una volta pronte, venivano cosparse di zucchero e servite infilate su uno spiedo, per permettere agli avventori di mangiarle ancora calde senza scottarsi le dita. Divennero talmente note a Venezia che i fritoleri si riunirono in una corporazione, con aree di commercio e procedure ben definite.

Il dolce più famoso di Venezia

Nel ‘700 le frittelle vennero proclamate “dolce nazionale della Serenissima Repubblica di Venezia” tanto che lo stesso Carlo Goldoni le cita nelle sue commedie e un pittore come Pietro Longhi le rappresentò in un famoso quadro che si chiama “La venditrice di frittole”. In questa tela, tra l’altro, si riconosce il tipico vasetto con i buchi usato per spargere lo zucchero sulle frittelle. La cosa interessante è che furono proprio i fritoleri i primi in Europa ad utilizzare al posto del miele lo zucchero, che Venezia produceva a Candia (l’attuale Cipro) e da cui viene il nome candito.

Ca' Rezzonico - La venditrice di frittole - Pietro longhi 1755

Dettaglio “Ca’ Rezzonico – La venditrice di frittole – Pietro longhi 1755” (Licenza CCfonte: Wikipedia)

Frittelle di sole mele trentine IGP

A differenza di quelle veneziane, le nostre frittelle non potevano essere altro che di sole mele trentine! Tanto che possiamo anche chiamarle mele fritte. Abbiamo scelto la dolcissima varietà Fuji, ma per chi vuole un gusto più particolare può andare benissimo anche la mela Granny Smith, più acidula. Volete conoscere il segreto delle nostre frittelle di mele? Una pastella leggera e delicata, ma croccante! Siete pronti? Preparate gli ingredienti, allacciate i grembiuli e armate i piccoli di casa di spargizucchero!

Ingredienti per 12 frittelle

  • 3 mele Fuji (o Granny Smith)
  • 75 g di farina di riso
  • 25 g di farina 0
  • 25 ml di birra freddissima
  • 100 ml di acqua gassata e freddissima
  • 55 g di albume
  • 10 g di zucchero semolato
  • 1 limone biologico (per il succo e la scorza)
  • olio EVO di qualità

Preparazione frittelle di mele trentine

Prima di tutto sbucciate le mele e, con l’aiuto di un levatorsoli, togliete la parte centrale. Strofinatele quindi con un po’ di succo di limone, perché non anneriscano, e tagliatele in dischi dello spessore di almeno 1,5/2 centimetri (dovreste ottenere 4 fette per ogni mela). Passiamo ora alla preparazione della pastella. In una ciotola versate e mescolate le farine, lo zucchero e la scorza grattugiata del limone creando poi al centro una fontanella. Versateci la birra e mescolate quanto basta per assorbire una prima parte di farina. Aggiungete poi l’acqua frizzante, freddissima, e mescolate fino ad ottenere una pastella densa. A questo punto aggiungete gli albumi, che nel frattempo avrete montato a neve con un pizzico di sale, facendo attenzione a non smontarli.

Ora mettete sul fuoco una padella con l’olio EVO e preparate una leccarda con della carta assorbente per appoggiarvi le frittelle appena cotte. Quando l’olio è pronto (intorno ai 200°C), intingete i dischi di mela nella pastella e tuffateli nell’olio bollente. Cuoceteli fino a farli brunire da entrambi i lati, scolateli nella carta assorbente e serviteli ancora caldi. Ma prima ricordatevi di lasciare che i bambini, come facevano gli antichi fritoleri, li spolverino per bene di zucchero.

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